Cosa vuol dire "vivere la vita in arancione"?
Non è un modo di dire comune, e per tanto vi spiegherò cosa intendo quando dico questa frase. E' un concetto che risale a tanti anni fa. Erano i primi anni del liceo e come molte persone ero molto soggetto al parere degli altri, al rimanere nei canoni del gruppo. A volte mi capitava di dire cose che non pensavo o di non-dirne altre che facevo. Nulla di strano, sto parlando di gusti su libri, fumetti, film, cose del genere. Un giorno, non ricordo più per quale motivo, ero veramente arrabbiato per questo. Se non erro avevo detto che guardavo i cartoni mentre studiavo, e tutti mi avevano sfottuto come fosse roba da bambini. E' vero lo è ma, a me piaceva. Possibile che non potessi essere me stesso? Quel pomeriggio uscii con una mia amica di tiro con l'arco, non era molto che ci conoscevamo ma invidiavo molto quel suo modo di fare. La vedevo sempre allegra, solare, infantile ed esattamente come me per molti aspetti (non per nulla sarebbe poi diventata una delle mie migliori amiche di sempre). Quel giorno era vestita nel modo più stravagante che io ricordi, mille colori e un giallo accecante! Io ero vestito tutto in nero, colore che tra l'altro detestavo. Quando gli raccontai di quello che era successo con gli altri amici, lei mi aprì un mondo. Non capiva come mai io non potessi essere me stesso, non potessi dire che vedevo i cartoni, non potessi vestirmi in modo sgargiante come mi sarebbe piaciuto, etc. Cercai di spiegarglielo ma la sua risposta mi sorprese. Mi disse che non aveva senso fingere di essere qualcun'altro. Se ero un ragazzo in arancione era inutile dire di essere un ragazzo in nero. Quella frase mi colpì e pian piano la feci mia. E fu così che smisi di aver paura del giudizio altrui o meglio fu così che smisi di fingere di essere chi non fossi. Ammisi la mia passione per i cartoni animati, iniziai a colorare tutto ciò che mi era intorno, dai vestiti, ai libri e quaderni, e fu così che cominciai a essere me stesso... iniziai a vivere in arancione. Non me ne sono mai pentito, c'è chi mi ha definito un ragazzo infantile, chi uno tardo di comprendonio, e chi più ne ha più ne metta... magari era vero, chissà, ma il punto è che vivendo in arancione si è tranquilli, si affronta la vita in modo diverso, più allegra e serena. Sono ormai 8 o 9 anni che vivo in arancione e non tornerei più indietro. Il mio concetto è che io sono fatto così e ho queste passioni. Se ti va critica pure, pensa di me quello che vuoi, ma io sono così. Negli anni ho sviluppato inoltre un forte sesto senso verso coloro che non sono quello che appaiono. Lo chiamo "essere omogeneo". Eh già perchè ora io lo sono: quello che penso, lo dico. Il Simo che sono è omogeneo al Simo che mostro e che appare agli altri. Ma tantissima gente non è omogenea. Direi che circa il 90% delle persone non è omogenea, non vive in arancione. Cerca di apparire come superiore, cerca di apparire "originale", critica senza essersi informata, critica solo perchè se una cosa è "di massa" allora deve essere per forza brutta e da stupidi.
Potrebbero sembrarvi delle cose stupide i miei "vivere in arancione" e "essere omogeneo", potreste ritenerle un discorso da quattordicenne, se così fosse credo che voi non abbiate mai sperimentato cosa significhino e che purtroppo siate in quel 90% delle persone a cui alludevo prima.
Ho voluto fare questo intervento per permettervi di capire il mio modo di fare e agire, le mie continue figure di M, il mio pseudo ottimismo, e il mio essere fiero di essere un peter pan.
Da quando vivo in arancione io sono rinato... e Simo è diventato quel Simo che voi conoscete, quello a volte strano, incomprensibile, fuoriluogo e che se ne esce con le frasi meno giuste di sempre ;P
Zimo!