Ciao a tutti!
Prendere una decisione non è per nulla semplice. La situazione in Giappone al momento è chiaramente drammatica. Vi riporterò le mie idee e sensazioni e le informazioni di cui sono in possesso. Innanzitutto non guardate i TG perchè stanno facendo vedere la situazione a Sendai e Fukushima, che come ho spiegato nel post precedente sono da tutt'altra parte dove andrei io.
Un'altra precisazione che ci tengo a dire. Capisco la vostra preoccupazione nei miei confronti perchè sarei il primo a preoccuparsi se un mio famigliare o amico stesse per partire, ma vi chiedo di capire anche il mio stato d'animo. Per favore non mi dite frasi tipo "E' un macello laggiù" "E allora che farai?" "Non ci andare" sono constatazioni che ho già fatto, e non portano da nessuna parte. Ripeto, so che è umano e istintivo chiederlo ma in questo momento frasi del genere mi irritano, non mi arrabbio con nessuno e infatti sono cortese con tutti ma ricevere di continuo chiamate il cui succo è "Volevo solo dirti che lì c'è un gran casino" oppure "Parti?" non porta da nessuna parte se non quella di farmi stare male e aumentarmi il panico e l'ansia. Mi fa piacere che vi interessiate ma mi pare ovvio che se non mi sento al sicuro non parto...è un viaggio-studio non uno kamikaze!
Detto questo, la situazione è questa: l'allarme tsunami sembra essere svanito, così come quello di una scossa di terremoto di magnitudo 9. Ci sono state altre scosse di magnitudo 5 o 6 (ricordo che si parla sempre della magnitudo nell'epicentro in mare, quindi sulla terraferma l'intensità cambia). Su questo lato sono però abbastanza tranquillo. Sto monitorando la situazione dei terremoti dal sito mondiale dei terremoti inserendo le coordinate della mia guest house a Yokohama (35.44 N 139.64 E) e come potete vedere dall'immagine che vi incollerò qui sotto [cliccate per ingrandire], di terremoti ce ne sono di continuo nelle vicinanze ma hanno tutti epicentro nel mare a est del Giappone e sono in media di magnitudo 5 all'epicentro.
Quindi dal punto di vista di tsunami/terremoti la situazione non è ancora stabilizzata (a detta degli esperti ci vorranno mesi) ma il grado del pericolo è decisamente calato. D'altronde scosse di quell'entità si verificano di rado.Il vero problema, quello che mi preoccupa seriamente è invece il discorso del nucleare. Anche qui però devo specificare alcune cose perchè le notizie che ci arrivano sono frutto di giornalisti il cui scopo è far notizia e basta (tant'è che i video sono sempre i soliti che girano e rigirano).
Innanzitutto spieghiamo brevemente cosa è successo: In seguito al disastro, uno dei reattori nucleari di Fukushima è esploso. Al momento sono state evaquate le persone in un raggio di 20 km (Yokohama dista 285 km dal reattore)
Vi riporto anche le notizie della repubblica sulla centrale di Fukushima:
La dinamica dell'incidente. Il reattore numero 1 della centrale di Fukushima ha avuto problemi gravi al sistema di raffreddamento: prima la fuoriuscita di fumo, poi un'esplosione - la cui natura non è chiara - ha mandato in frantumi la gabbia di contenimento, costringendo il governo giapponese a dichiarare l'emergenza "atomica" e ad ampliare l'area di evacuazione
da 10 a 20 chilometri, per un totale di 140mila evacuati. Il premier Naoto Kan rassicura che non ci sono danni seri, ma ha ammesso la perdita "minima" di materiale radioattivo.
Tepco, l'operatore della centrale, sostiene che la cassa del reattore non è danneggiata, nonostante la potente esplosione. Tuttavia, il livello di radiazioni raggiunto attorno all'area "è 1.000 volte più elevato del normale", fa sapere l'Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese.
Altro incidente in serata. Segnalato un altro problema al reattore tre dell'impianto Fukushima, ddopo quello al numero uno. Il sistema di raffreddamento ha avuto un problema tecnico e i sistemi di sicurezza stanno cercando di immettere acqua per evitare il surriscaldamento. Potrebbero essere nove le persone contaminate.
Tesi contrapposte. Per l'esperto nucleare americano Joseph Cirincione, responsabile del Ploughsares Fund, l'incidente "già ora se bloccato è uno dei tre peggiori" dopo il disastro di Chernobyl nel 1986 e quello del reattore Three Mile Island in Pennsylvania nel 1979.
Secondo Cirincione, l'informazione fornita dalle autorità giapponesi a riguardo è al momento carente. "La domanda che rimane senza risposta è se ci sono tuttora danni strutturali all'impianto che potrebbero peggiorare la situazione. E su questo la società non ha dato informazioni precise". La presenza di Celsio radioattivo nell'atmosfera, ha spiegato l'esperto, "indica che una fusione parziale del nucleo del reattore è già in corso".
Al momento, e con le informazioni ora a disposizione, non risultano "rilasci significativi" di radioattività "dove continuano le procedure di raffreddamento" e il "contenitore garantisce la sua funzione" dichiara all'Ansa Lamberto Matteocci, responsabile del Servizio controllo attività nucleari del Dipartimento nucleare dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).
Sostanzialmente d'accordo anche gli esperti nucleari russi, che non ritengono probabile il rischio di una nuova Chernobyl. Il capo dell'Agenzia per l'energia atomica russa (Rosatom), Serghiei Kirienko, ha definito improbabile che si inneschi una reazione nucleare: "Secondo noi, non ci dovrebbe essere", ha detto nel pomeriggio. Dello stesso avviso si è detto il vicedirettore dell'Istituto di fisica nucleare Kurciatov di Mosca, Yaroslav Strombach: l'incidente "non assomiglia a quello di Chernobyl e una reazione simile" a quella avvenuta 25 anni fa "non può esserci".
Incidente di livello 4. Difficile, al momento, stabilire esattamente il livello di radioattività rilasciata nell'ambiente, ma l'incidente è stato valutato al livello 4 su una scala da 0 a 7: il 4 indica un incidente del reattore nucleare "con conseguenze locali". Per avere un'idea della gravità rispetto agli altri disastri citati dagli esperti, l'incidente di Three Mile Island nel 1979 fu valutato 5, mentre Chernobyl arrivò a 7.
Gli scenari. Sull'incidente, il Fisico del Cnr Valerio Rossi Albertini ha ipotizzato "un surriscaldamento dovuto alla mancanza di liquido di raffreddamento che ha prodotto un'esplosione di tipo tradizionale e non di tipo nucleare", una sorta di "effetto radiatore" dove una pressione eccessiva ha prodotto una deflagrazione. C'è stata quindi una fuoriuscita di vapore "controllata per evitare e scongiurare pericoli maggiori".
Nella peggiore delle ipotesi, le barre di uranio all'interno del reattore si possono surriscaldare fino al punto superiore a quello di fusione e liquefare. Il materiale potrebbe fuoriuscire dalle strutture di contenimento e diffondersi nell'ambiente. Al momento lo scenario più plausibile sembra coincidere con l'ipotesi meno preoccupante, è cioè che l'esplosione, sempre secondo quanto ricostruisce l'esperto, abbia "riguardato la parte convenzionale dell'impianto e non quella di contenimento del reattore". Le procedure di raffreddamento comunque continuano e il "contenitore garantisce la sua funzione".
Contaminazioni e rischi per la salute. Sono tre gli elementi da tenere sotto controllo per determinare eventuali contaminazioni dei residenti vicini alla centrale di Fukushima: lo Iodio 131 (I-131), il Cesio 137 (Cs-137), e lo Stronzio 90 (Sr-90). Lo spiega - sempre all'agenzia Ansa - il professor Mauro Liberatore esperto di medicina nucleare dell'università Sapienza di Roma.
Questi elementi, segno di possibili fuoriuscite radioattive dalla centrale, possono essere dannosi se assunti in dosi elevate soprattutto per la formazione di tumori. I possibili rischi per la salute dipendono dalle dosi di radiazioni assorbite: se basse si parla di valutazioni probabilistiche; se elevate il rischio è determinato.
Le pillole di iodio 131 che il governo giapponese si appresta a distribuire ai residenti nelle zone delle centrali nucleari colpite dal sisma di ieri rappresentano l'unico antidoto attualmente disponibile in grandi quantità nei casi di emergenza.
"La contaminazione da radiazioni - ha spiegato il professor Paolo Vitti dell'Istituto di Medicina Nucleare di Pisa - avviene principalmente in due modi, per irradiazione diretta o per ingestione di cibi contaminati. Le pillole di iodio 'stabile' servono a saturare la tiroide impedendo che venga contaminata dallo iodio 'instabile' che danneggia la cellula a livello di Dna facilitando così l'insorgenza di tumori". Anche il Cesio 137 e lo Stronzio 89 si depositano nei cibi, ma hanno dei tempi molto più lunghi. Di solito portano a leucemie e a neoplasie diffuse in tutto il corpo.
In particolare lo Iodio 131 viene assorbito dalla tiroide e ha un'emivita di una settimana. Per questo motivo si somministrano pasticche di iodio 'freddo' per prevenire l'accumulo di quello esterno detto 'caldo' nell'organo e facilitare l'eliminazione per via urinaria.
Il Cesio 137 è un elemento poco mobile, non si disperde facilmente nell'ambiente ma vi si deposita e per questo può entrare nel ciclo alimentare (erba, animali e latte) e si accumula nelle ossa. Ha una emivita di circa 30 anni.
Lo Stronzio 90 al contrario è molto mobile nell'ambiente ed è solubile nell'acqua; si disperde facilmente e si trova anche a grandi distanze dal luogo dell'incidente; assunto con acqua e prodotti della pesca si accumula nelle ossa.
"Ai tempi di Chernobyl", aggiunge Vitti, "in Polonia fecero in tempo a mettere in atto una distribuzione preventiva di iodio e questo ridusse significativamente il numero dei tumori rispetto alla vicina Ucraina". "Al momento - sottolinea - non è ancora chiaro di che tipo di esposizione radioattiva si tratti. La carenza o meno di iodio è un fattore chiave nella diffusione di questi tumori. "In questo senso - conclude Vitti - il Giappone è relativamente protetto in quanto è una delle zone del mondo dove c'è un apporto di iodio molto alto, 3-4 volte di più dell'Europa, grazie all'alimentazione legata ai prodotti ittici".
Ora, spiegata la situazione, veniamo al "cosa ho intenzione di fare". Il problema più grave e pericoloso è chiaramente quello del nucleare e come dicevo non ho intenzione di partire se la situazione non è sicura.
So benissimo le conseguenze di un'esposizione al nucleare e non ho alcuna intenzione di andare in Giappone e tornare malato. Direi che la mia salute non ha prezzo e su questo non c'è dubbio. Per cui è chiaro che la prima cosa a cui penserò sarà la salute.
So benissimo le conseguenze di un'esposizione al nucleare e non ho alcuna intenzione di andare in Giappone e tornare malato. Direi che la mia salute non ha prezzo e su questo non c'è dubbio. Per cui è chiaro che la prima cosa a cui penserò sarà la salute.
Ho sentito Expedia, tramite la quale ho prenotato il volo e mi ha detto di richiamare domani perchè la compagnia aerea con cui volo, la Emirates, oggi è chiusa. Domani richiamerò per sapere se hanno adottato o meno una politica di rimborso nel caso di spostamento o cancellazione del volo. Ad ogni modo nel caso non l'avessero adottata la penale sarebbe di 150 € nel caso del cancellamento e di 100 € nel caso dello spostamento (però devo dargli una data a cui spostarlo e chiaramente c'è da pagare la eventuale differenza tra i prezzi dei voli). Il che è a mio avviso molto rassicurante perchè nelle peggiori delle ipotesi 150 € sono tranquillamente spendibili!
Vorrei ancora contattare la Farnesina per capire se l'aereoporto di Narita a Tokyo è aperto oppure no, se permettono gli arrivi e se l'Italia permette i voli in Giappone. Purtroppo non sono ancora riuscito a capire che numero chiamare per avere queste informazioni, ma a breve mi muoverò per capire.
Infine devo ancora contattare Davide, dell'associazione che mi sta seguendo per la mia permanenza in Giappone e che mi ha aiutato in tutto. Ora è notte per cui gli manderò un'e-mail per chiedergli quando potrò sentirlo su skype. Le domande sono molte: innanzitutto mi preoccupa sapere come sta, lui vive a Tokyo e immagino che sia scosso; poi vorrei capire se è possibile rimandare il mio corso alla scuola di Yokohama e alla Guest House di qualche mese senza perdere tutti i sordi versati finora (che sono decisamente molti); infine vorrei capire com'è la situazione a Tokyo e Yokohama, nel senso che da quello che so la vita è tornata abbastanza alla normalità in quei posti, ma vorrei un consiglio da parte sua che è lì sul posto. Le scosse che si sentono ora sono intense? Ci sono allarmi in vista? La situazione del nucleare lì com'è? Cosa si prevede? E il visto? Nel caso rimandassi cosa succederebbe? Insomma ho da chiedergli parecchie cose e credo che almeno per quelle scolastiche e del visto lui sappia darmi una risposta. Gli manderò una mail stasera per sentirci magari in mattinata/primo pomeriggio di lunedì sperando che abbia le risposte che cerco.
Non è per nulla semplice cmq prendere una decisione. E ringrazio decisamente sia Stefano sia i miei sia Chiara Marco Lore e Silvy che ieri sera mi hanno aiutato a riprendermi da questo stato catatonico in cui sto vivendo e sopratutto per avermi fatto presente dei problemi a cui non avevo pensato tramite una discussione costruttiva e non con quelle frasi irritanti che vi dicevo prima. Grazie davvero!
Al momento la mia idea sarebbe in linea di massima di seguire il loro consiglio, datomi anche da altri amici e parenti ovvero aspettare qualche mese prima di partire e magari occupare il tempo cercando un lavoretto che mi permetta di mettere da parte dei soldi per quando sarò lì. Quindi mi sto muovendo come vi dicevo per capire quanti soldi perderei se spostassi il tutto all'estate.
Dico solo un'ultima cosa: sono a pezzi. Come potete immaginare, mi sono visto crollare tutto il mio sogno addosso. Non sorrido da giorni e mi sento morto dentro. Al contempo però sono lucido da capire che cmq rimanderei solo di qualche mese e che ho avuto una grande fortuna a non essere giù lì. Ad ogni modo però sono incazzato con la situazione e appunto davvero a pezzi.
Come sempre, vi scriverò qui quotidianamente con le news giornalistiche di cui verrò a consocenza e con le mie intenzioni e sensazioni.
Simone

